Sono 120 le postazioni dove si stanno completando i lavori
di attivazione tra pensiline e paline di nuova generazione.
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Prosegue la messa a terra del piano fermate Atac per il
Giubileo, l’ambizioso progetto che conta di rinnovare i luoghi di attesa del
trasporto pubblico attraverso un partenariato pubblico privato con IGP Decaux.
Partendo dalla prima pensilina installata a Porta Pia all’inizio di dicembre, sono già 60 impianti già posati – alcuni dei quali in fase di
ultimazione finale dopo l’allaccio alla rete elettrica – e altri 60 sono i luoghi
in cui si sta lavorando per un totale di 120 fermate rinnovata sulle 840 previste
dal piano (il 14% sullo stato avanzamento).
Gli 840 impianti comprendono 435 pensiline smart dotate di
touch screen, 405 paline elettroniche, oltre a 14 capolinea aggiuntivi dotati di pensilina,
palina, wc e box ufficio. Oltre a ciò saranno oggetto della riqualificazione
1.413 pensiline esistenti e 9.600 paline, di cui 273 elettroniche verdi
esistenti.
Il progetto ha un valore di circa 150 milioni più IVA, di
cui due terzi in carico al privato e un terzo finanziato con fondi giubilari. Per
sfruttare commercialmente le pensiline per 11 anni IGP dovrà versare nelle
casse dell’Atac circa 6 milioni di euro all’anno, oltre a garantire la piena
efficienza delle 10mila fermate sparse nella Capitale.
La commissione mobilità del 19 febbraio è servita per fare
il punto sul alcune criticità puntuali di singole pensiline, alcune delle quali
non sono state posate come da progetto ma sulle quali Atac sta intervenendo per
il corretto riposizionamento a carico del concessionario.
Altro tema affrontato è stata la bocciatura di 34 pensiline
in sede di conferenza dei servizi decisoria, che dovranno essere necessariamente
riposizionate altrove, così come delle altre 30 ancora in fase di valutazione a
seguito dei progetti di riqualificazione urbana in corso (si pensi al caso del
piazzale di Tiburtina).
Atac conta complessivamente di mettere a terra tutti gli
impianti Eterna entro la fine di maggio 2025. Dopodiché si aprirà una nuova fase - ancora tutta da decidere - di riposizionamento delle fermate di vecchia
generazione modello “Roma” e “Enthoven” presso i territori periferici della
Capitale: il ruolo dei municipi in questo caso sarà determinante.
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