Funivia Casalotti: il Comune opta per il Bus Rapid Transit

Il sistema di trasporto dovrebbe sostituire il progetto della funivia.

Funivia Casalotti: il Comune opta per il Bus Rapid Transit

Ascolta "Il caos del trasporto romano: Cosa non funziona?" su Spreaker.
Se ti piace il nostro lavoro, allora supportaci, basta un caffè!

A seguito della pubblicazione del 3° rapporto alla Città del sindaco Gualtieri è emerso qualche ulteriore dettaglio sul “sistema di trasporto a capacità intermedia” che dovrebbe collegare Casalotti a Battistini.

Già qualche giorno fa avevamo scovato come il Comune avesse ripreso in mano la progettazione, per partecipare all’avviso 3 per il fondo nazionale del Trasporto Rapido di Massa. Rispetto alle dichiarazioni passate dell’assessore Patané, che spingeva verso un people mover, l’intenzione è quella di progettare un Bus Rapid Transit (BRT) in due lotti funzionali: da Battistini a Casalotti, quindi il prolungamento fino a Selva Candida.

Il BRT è una tipologia di infrastruttura consistente in una busvia di elevato livello di servizio, derivante dalla totale segregazione della sede di corsa dal traffico privato: altre caratteristiche opzionali sono il vincolo alla guida dei mezzi, ottenuto mediante delle ruote laterali ai veicoli o dei binari di cemento, e il sistema di segnalamento integrato, con scambi di informazioni tra l’infrastruttura di terra e i bus simile a quello di una metropolitana. Si tratta di sistemi largamente diffusi in sud America, mentre in Italia l’unica applicazione “riuscita” è stata quella della filovia Metromare di Rimini.

Nel corso di questi anni anche a Roma si è tentato di costruire sistemi di trasporto simili, ma con risultati decisamente discutibili. La rete filoviaria dell’EUR, ridottasi alla sola linea 74 Laurentina-Fonte Laurentina, non può dirsi un BRT a causa dei numerosi incroci a raso che violano la caratteristica fondamentale necessaria a tali sistemi. Oltre a ciò, il sistema di segnalamento è costituito da normali semafori stradali non coordinati e con un asservimento parziale ai filobus.

Insomma, affinché il BRT di Casalotti non sia una replica della corazzata potemkin della Laurentina (una cd “cagata pazzesca”) sarà necessaria una progettazione decisamente più raffinata rispetto a quanto si è fatto in passato.

Ascolta "Il patto col diavolo di Robert Johnson" su Spreaker.


Odissea Quotidiana è su Google News - Se vuoi restare sempre aggiornato clicca qui e seguici selezionando sulla stellina in alto a destra

Posta un commento

1 Commenti

Lulio ha detto…
I fondi erano per la funivia che aveva vinto il bando del MIT.
Il BRT è un altra tecnologia che ha un altro tipo di valutazione.
Dato che il comune si è tirato indietro dal progetto originario, sarebbe giusto che i Fondi venissero disimpegnati è usati a copertura degli extra costi di altri progetti, come ad esempio la Metro C.