Passa la mozione a prima firma di Francesco Carpano. La
stazione Chiesa Nuova dovrebbe traslare a S. Pantaleo.
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È stata approvata nella giornata di ieri una mozione che impegna l’Assemblea Capitolina a spostare la fermata di Chiesa Nuova a piazza San Pantaleo, di fronte all’omonima chiesa e in prossimità di piazza Navona.
Il
documento, a prima firma di Francesco Carpano (Azione), è stato sottoscritto
all’unanimità dai consiglieri dell’Assemblea e formula un indirizzo ben
preciso: ma perché spostare la fermata di Chiesa Nuova?
Raggiunto dai microfoni di Odissea Quotidiana, Carpano ha
spiegato che l’operazione è fondamentale per aumentare la copertura e l’efficacia
di metro C:
Le metropolitane, come gli altri mezzi di trasporto, segnano la direzione dello sviluppo urbanistico e la qualità dell’abitare. Vanno pensate bene perciò. Non si possono semplicemente cancellare delle fermate, come quella di Argentina, e pensare che l’obiettivo si consegua lo stesso, perché molto dipende da come le infrastrutture vengono modulate, costruite e pensate.
Con queste ragioni Carpano ha motivato lo spostamento dell’unica
fermata prevista all’interno dell’Ansa Barocca da Chiesa Nuova a San Pantaleo, dove si incrociano anche le numerose linee bus che proseguono su corso Rinascimento.
Una posizione più baricentrica, dunque, e vantaggiosa per incrementare l’attrattività
della linea.
Rispetto a questa prospettiva, certamente suggestiva, ci
siamo chiesti – e abbiamo chiesto a Carpano – se questa mozione non rischia di
essere controproducente.
I finanziamenti ricevuti dal Governo sono stati dimensionati in base al progetto che prevedeva la stazione di Chiesa Nuova: non si rischia con questo spostamento della fermata di allungare i tempi e i costi di realizzazione?
No, per due ordini di motivi: uno tecnico e uno politico. Quello tecnico è legato all’attuale Contraente Generale. Roma Metropolitane ha ricevuto, infatti, un parere dall’ANAC rispetto alla possibilità di poter affidare i lavori della tratta T1 (Clodio/Mazzini-Farnesina ndr) allo stesso Contraente Generale, senza dover rifare una gara. Il parere è positivo. Visto questo nulla osta, è necessario adeguare il progetto della T2 (Venezia-Clodio/Mazzini ndr) a quello della T1, rendendo Clodio/Mazzini stazione passante e non più terminale e rivedendo alcuni aspetti del progetto della T2 come i pozzi: ciò ci lascia una finestra di opportunità per spostare la stazione senza rallentare l’iter progettuale.
Il secondo, politico, riguarda la resa dell’investimento: noi spenderemo su quest’opera 7 miliardi di euro e aspetteremo per diversi anni prima di poterne fruire. Non possiamo non avere perciò, alla fine di questo sforzo, una stazione non pienamente attrattiva che non passi per i poli principali del Centro Storico. È chiaro che se noi dovessimo fare sia S. Pantaleo, sia Chiesa Nuova servirebbero almeno 200 milioni in più: noi stiamo chiedendo lo spostamento di una fermata che può essere ricompresa all’interno del perimetro dei tempi e dei finanziamenti disponibili.
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